lievitazione

Il mio cruccio attuale deriva in gran parte dalla mia lievitazione


Quando sono nata ero piccina ma poi, anno dopo anno mi sono espansa gradualmente in altezza e in larghezza.
Diciamo pure che passati i primi 12 anni poi sono cresciuta solo in larghezza e ho dovuto comprare cose nuove in continuazione e tutte sempre più larghe.


Anche la mia biblioteca si è espansa, libri su libri e siccome tendo alla scrittura, si sono aggiunti anche parecchi quaderni , e poi mettiamo vari quadri, molti ereditati  da mia madre, ceramiche artistiche, vasellame, pentolame, per non parlare delle fotografie , con relativi arnesi da ripresa anche cinevideo.


Ci fu un periodo in cui suonavo e anche lì accumulai strumenti e apparecchi registratori, con relative bobine, cassette video e audio, dischi e CD…
Ho comprato una seconda casa per mettere tutto ciò, non sono una accumulatrice seriale ma  mi manca il coraggio di mandarle  via… al momento giusto… lascio passare il momento e poi nessuno le vuole più


E allora leggendo dei popoli antichi che si facevano seppellire con i loro arnesi, ecco che mi è balenata l’idea…

Immobiliari

Praticamente stiamo da due anni cercando di vendere la nostra seconda casa in collina zona lago Maggiore, il problema è che comincia a costarci troppo, anche perché il bel giardino va curato e le siepi e l’erba crescono a ciclo continuo…potevamo immaginarcelo, al momento dell’acquisto, ma si sa, chi non commette errori, spesso per troppo amore di cose che piacciono?

La nostra agente immobiliare (piuttosto immobile)si è associata con un’altra e il gestore è un giovane semirampante, che ha cominciato a voler fare foto migliori ( ci sta) e a chiedere che sgombrassimo un po’ di più la casa (ci sta) 

Abbiamo fatto il possibile, ma i mobili sono quelli che sono, noi ci abbiamo investito poco, sono tutti di provenienza delle case dei nostri genitori, io poi avevo bisogno di una casa con molti spazi per immagazzinare i miei ricordi (di strumenti musicali, dischi, videocassette, vestiti di scena e accessori vari) segretamente spero in realtà che la casa non si venda, non saprei infatti dove mettere tutto ciò, compresi i molti libri delle nostre librerie…😳

Morale: le foto che fa lui non mi piacciono e allora faccio io delle foto e le trasformo con l’Ai… Gli interni della casa diventano meravigliosi, gli spazi rinascono, ma il tipo dell’agenzia non vuole mettere le foto modificate per non creare false aspettative…

Io sostengo che la descrione verbale esatta sia sufficiente e che invece noi si debba vendere la casa nella sua “potenzialità” e non nel suo status quo… (ovviamente dichiarandolo) Secondo la mia teoria, questo non è un B&B arredato dove devi trovare esattamente ciò che affitti in base alle foto, tu qui compri una casa che sarà senza mobili e di cui io ti illustro le possibilità che ci sarebbero solo arredando in modo diverso…

Inoltre vuole scrivere che il giardino è adatto a fare grigliate con amici, mentre io voglio scrivere che ci sono delle grandi piante di camelie, rododendri e azalee…

Non mi viene data ragione.

La risolata

RICETTA per la risolata di poesia buffa:

Ingredienti verbali :

molta fuffa

qualche truffa

qualche zuffa

poca muffa

nessun uffà

Usare tutti gli elementi, anche i meno nobili ma non “stufare” mai

Possibilmente usare ingredienti freschi (meglio evitare frasi fatte , idee preconfezionate, concetti fritti )vanno bene i giochi di parole e le frasi colorite, possibilmente a kilometro zero ovvero frasi in vernacolo

La miscela di cui sopra va debitamente testata su un pubblico anche occasionale e come risultato di buona riuscita deve indurre dei forti conati di riso ( ma vanno bene anche le risatine isteriche ) L’unica accortezza è quella di usare esclusivamente riso di qualità ROSA, il più saporito, cresciuto quasi spontaneo in campi lontani da quelli controllati dagli agricoltori maschi.

I piccoli campi di riso selvatico che certe donne comiche coltivano, non sono fertilizzati con i concimi venduti dalle multinazionali della risata americane, ma sono fertilizzati con la cenere dei loro antichi sogni ironicamente andati in fumo.

La qualità che si ottiene è appunto quella rosa-cenere, di gran lunga la più stimolante, rinfrescante e depurante.

Se tra tra il pubblico che assaggia la risolata rosa ci fossero dei maschi e questi fossero colpiti da conati di riso, sarà facile osservarli stupiti perché prima di quella dell’esperienza ritenevano che far abbondare il riso sulla bocca degli stolti fosse una loro esclusiva specialità, rimanendo sorpresi dalla sapidità di quella che non è la solita minestra.

Ovviamente il gruppo di consumatori ideale per gustare la risolata rosa in brodo di giuggiole extra strong è quello LGBTQ (anche cripto) lo dico per esperienza : hanno il palato fine.

Circo circolare

  1. Ruggero sempre ruggiva (in gabbia con Lady Godiva) facendo imbufalire  Eva, la   sua bionda moglie sveva, anche perché  Moira (l’iconica cognata mora)  preferiva  ammaestrare l’elefante, trascurando  Sammy, il gorilla  giocoliere, che restava  lì  solo come un povero babbuino.

Odon, la piccola contorsionista mongola non riusciva a sciogliere il nodo del suo bizzoso legame  omoerotico con Erika, la giovane  cavallerizza svizzera che  amava  lanciarsi   in  pericolosi rapporti eterosessuali (non protetti) col poco ortodosso trapezista russo   Boris, invischiato  in  un’ altalenante relazione amorosa con Jana, la donna ceca ( e cieca)  del  lanciatore di coltelli Axel.

Questi,   in realtà mirava allla bella Helena, sedicente  domatrice di pulci ucraina,   che  molto  abilmente schivava le  sue  pericolose   attenzioni  andando    a   infilarsi, nottetempo, nel carrozzone  multi accessoriato   di   Bill,  il  superdotato clown nano   canadese.

Al povero Kim, extracomunitario malgascio  che sapeva piangere in cinese e ruggire in bengalese,  erano infine riservate le frustate di  Ruggero, il domatore,   che con lui  si  allenava per ore travestito da gladiatore, quando la  tigre bianca  “Lady Godiva”  imbestialiva e prudentemente veniva isolata  nella sua gabbia dorata. 

La splendida ma lunatica tigre e la relativa gabbia dorata, assieme a una pacchiana collana, era stata donata a Moira dal capo del clan dei Casamonica (nei loro anni d’oro) come pegno di fidanzamento, che poi però, a causa di certe persecuzioni giudiziare, e mediatiche, avevano dovuto annullare.