La Storia

La Storia si fa da sola

ma la fa anche

chi la racconta

La Storia è piena di storielle

La storia la scrivonoi vincitori

ma i vinti posso dire la loro

(meglio se molti anni dopo)

magari saranno i figli dei vinti

o i loro nipoti

a tramandare inauditi racconti

Nel migliore dei casi

i nipoti dei vincitori

studieranno la storia

dai nipoti dei vinti

(se non saranno estinti)

E in ritardo capiranno

che non gliela avevano

raccontata giusta

o non gliela avevano

raccontata tutta…

Quante storie nella Storia

spesso non divulgate

o divulgate sbagliate

Ingigantite o sminuite

La Storia si fa sempre

a posteriori.

Del senno di poi son piene le fosse …

Se lo sapevo prima…

Se(t)tanta mi dà tanto…

Stamane mi sono svegliata pensando a mio padre, che è morto trentasette anni fa. Ci pensavo perché è morto a sessantanove anni, quasi sul punto di compierne settanta, ed è la condizione in cui mi trovo anch’io in questo momento. Sto per compiere i settant’anni.

All’epoca io avevo trentatré anni. A trentatré anni, arrivare a quasi settant’anni mi sembrava un buon traguardo. Però ora che ci sono io, a un passo dai settant’anni, mi sembra un po’ prestino.

Quando si è giovani e si pensa alla vecchiaia, un uomo di settant’anni appare certamente vecchio. Però ora che ho quasi settant’anni io, non mi sento poi così decrepita (tranne in alcuni giorni no)

Posso quindi dedurre che mio padre sia morto, in un certo senso, giovane, ma a me, all’epoca, non era sembrato così, anche perché, poveretto, era stato piuttosto malato: negli ultimi anni della sua vita aveva lasciato il lavoro prematuramente, la sua ditta aveva chiuso e non c’era poi stato un periodo molto soddisfacente per lui.

Per me e mia madre, benché gli volessimo bene, onestamente era un po’ un peso, non ci permetteva grandi spostamenti. Mentre noi amavamo viaggiare, lui per contro era piuttosto casalingo e, non godendo di buona salute, preferiva restare a casa, ma noi avevamo paura che da solo potesse stare male e magari non trovare assistenza.

È morto in ospedale, assistito, ma non è bastato…

Diciamo però che tutto è relativo. Per alcuni andarsene a settant’anni è più che sufficiente; per altri, raggiunti i settant’anni sembra ancora presto per andarsene.

Se una persona è in buona salute, ha qualche soldo da parte, degli interessi, una casa in cui stare, una compagnia con cui condividere i momenti topici dell’esistenza, settant’anni potrebbero effettivamente essere un’età ancora troppo giovane per morire.

Però non è mai detta l’ultima parola… non esiste un presto o un tardi, immagino, io dico di credere alla casualità degli eventi, anche se ho sempre alcuni dubbi sulla questione.

intrattenimento 2

Ancora a proposito di intrattenimento, ho notato che l’intrattenimento dei ragazzi maschi, è molto più dispendioso (per la società) e impattante di quello che si riserva alle femmine.

In quasi ogni paesetto, città e cittadina si trovano infatti campi di calcio o calcetto, di pallacanestro, e anche di tennis, frequentati quasi esclusivamente dai maschi, per i più anziani di loro abbiamo campi di bocce, sale di biliardo e baretti per socializzare bevendo e giocando a carte, adatti a chi non ha troppi soldi da spendere (anche se purtoppo sono sempre di meno)

Le donne per secoli non si sono mai potute “ intrattenere “ fuori casa, relegate quasi esclusivamente alla cura della casa e dei famigliari, magari un po’ di ricamo, qualche lettura, cantare e suonare il piano… Solo quelle che appartenevano a famiglie molto ricche facevano un po’ di equitazione o tennis.

Le cose stanno lentamente cambiando e ora ci sono finalmente alcune squadre di calcio femminile, e si fa fare alle ragazze un po’ più di “intrattenimento” sportivo, tramite il quale forse impareremo anche a fare più facilmente “squadra”.

L’intrattenimento è comunque anche correlato al tempo libero, non vorrei girare troppo il dito nella piaga, ma alle donne gliene hanno sempre lasciato poco…

Intrattenimento

INTRATTENIMENTO essere intrattenuti ( sempre meglio che essere trattenuti)

La tv fa intrattenimento, ma come mai noi abbiamo bisogno di essere intrattenuti?

Personalmente guardo pochi spettacoli di intrattenimento e molti di informazione, mi intrattengo così…

In tempo dí pace, quando ci si può rilassare perché non cadono le bombe e non si muore di fame, ecco che nasce il bisogno di intrattenimento, meglio se leggero e divertente

Chi vive un amore nuovo non ha molto bisogno di intrattenimento passivo, ma chi ha una relazione rodata e un po’ routinaria (la maggioranza di noi) ha bisogno di svago, di novità.

Chi sopporta un lavoro noioso e relazioni insoddisfacenti ha bisogno di “evasioni” (meglio per tutti se non troppo forti).

Cerchiamo intrattenimento ed evasione tramite libri, riviste, parole crociate e spettacoli vari. Suppongo che anche il gioco d’azzardo sia a suo modo un intrattenimento, ma dispendioso e non lo frequento…

Molte persone lavorano proprio nel campo dell’evasione facendo intrattenimento, spesso anche sportivo, penso alle partite di pallone e altri sport, dove entra in gioco anche il tifo e l’agonismo… comunque pure i giocatori più famosi, dismesso l’abito professionale e rientrati in casa o albergo, accendono la tv e/o scrollano compulsivamente sul loro smartphone, l’ultima frontiera dell’intrattenimento.

Con lo smartphone si accede alla rete e l’intrattenimento si fa più interessante, perché è meno passivo degli altri mezzi: qui, volendo, siamo anche noi attori e protagonisti.

In televisione vanno i più bravi, su internet possono andare tutti e magari cercare di intrattenere un proprio pubblico, tenere un blog, pubblicare post…

Chi é realmente trattenuto, ovvero i reclusi non ha modo di intrattenersi a suo piacimento e spesso si annoia a morte, accumulando risentimento, immaginando chissà quanti modi di intrattenersi proverà quando non sarà più trattenuto…

Perdere la linea

La mia amica col figlio trentenne  in galera mi  ha raccontato che il ragazzo, dopo quasi due anni di reclusione, è ingrassato parecchio, ma non lo sa, perché in carcere non hanno specchi…sono trasecolata…

Insisteva perché la madre gli portasse certi suoi pantaloni  vecchi, invece di portargliene sempre  di nuovi..la madre infine ha acconsentito e cosi si è finalmente convinto che era ingrassato di brutto perché  nei vecchi pantaloni non ci entrava nemmeno di striscio

Li ha  regalati, come fa con molte sue cose, dal momento che è in cella con un ragazzo straniero  senza famiglia e a cui nessuno porta mai niente. A quanto pare i reclusi si aiutano anche tra loro, non sempre, ma spesso,  e alla mia amica tocca comprare anche roba per altri, per esempio lui ha regalato il proprio borsone   a uno che usciva e non aveva dove mettere le sue cose (al carcere non ne forniscono)  e lei ha dovuto comprargliene uno nuovo.

La mia amica teme che uscendo, tra qualche mese, il figlio  si specchi e gli venga un colpo (era un modaiolo) e per dimagrire alla svelta ricominci a usare la droga, a causa della quale era finito in un mare di guai.

 

Su e giù

Da quando siamo qui nella seconda casa, ormai una settimana, ogni volta che vado al rubinetto del lavello in cucina, lo trovo con il rompigetto posizionato su flusso tubolare fisso e allora io tiro giù il bocchettino e lo metto su flusso a doccetta, che trovo più adatto alle mie esigenze.

Poi arriva la mia compagna e zac, lo rimette in posizione flusso fisso.. Insomma ogni giorno su e giù con questo rubinetto.

Del resto, spesso le coppie sono in sintonia al contrario… quando io ho i piedi caldi (raramente) lei li ha freddi e viceversa.

Mai stata in coppia con qualcuno che non fosse il mio contrario su parecchie cose (soprattutto piedi caldi contro piedi freddi o uno che suda e l’altro che a letto tiene la copertina…sempre io)

Gli opposti si attraggono come spesso si dice…

la prima rosellina gialla del giardino