Intrattenimento

INTRATTENIMENTO essere intrattenuti ( sempre meglio che essere trattenuti)

La tv fa intrattenimento, ma come mai noi abbiamo bisogno di essere intrattenuti?

Personalmente guardo pochi spettacoli di intrattenimento e molti di informazione, mi intrattengo così…

In tempo dí pace, quando ci si può rilassare perché non cadono le bombe e non si muore di fame, ecco che nasce il bisogno di intrattenimento, meglio se leggero e divertente

Chi vive un amore nuovo non ha molto bisogno di intrattenimento passivo, ma chi ha una relazione rodata e un po’ routinaria (la maggioranza di noi) ha bisogno di svago, di novità.

Chi sopporta un lavoro noioso e relazioni insoddisfacenti ha bisogno di “evasioni” (meglio per tutti se non troppo forti).

Cerchiamo intrattenimento ed evasione tramite libri, riviste, parole crociate e spettacoli vari. Suppongo che anche il gioco d’azzardo sia a suo modo un intrattenimento, ma dispendioso e non lo frequento…

Molte persone lavorano proprio nel campo dell’evasione facendo intrattenimento, spesso anche sportivo, penso alle partite di pallone e altri sport, dove entra in gioco anche il tifo e l’agonismo… comunque pure i giocatori più famosi, dismesso l’abito professionale e rientrati in casa o albergo, accendono la tv e/o scrollano compulsivamente sul loro smartphone, l’ultima frontiera dell’intrattenimento.

Con lo smartphone si accede alla rete e l’intrattenimento si fa più interessante, perché è meno passivo degli altri mezzi: qui, volendo, siamo anche noi attori e protagonisti.

In televisione vanno i più bravi, su internet possono andare tutti e magari cercare di intrattenere un proprio pubblico, tenere un blog, pubblicare post…

Chi é realmente trattenuto, ovvero i reclusi non ha modo di intrattenersi a suo piacimento e spesso si annoia a morte, accumulando risentimento, immaginando chissà quanti modi di intrattenersi proverà quando non sarà più trattenuto…

Perdere la linea

La mia amica col figlio trentenne  in galera mi  ha raccontato che il ragazzo, dopo quasi due anni di reclusione, è ingrassato parecchio, ma non lo sa, perché in carcere non hanno specchi…sono trasecolata…

Insisteva perché la madre gli portasse certi suoi pantaloni  vecchi, invece di portargliene sempre  di nuovi..la madre infine ha acconsentito e cosi si è finalmente convinto che era ingrassato di brutto perché  nei vecchi pantaloni non ci entrava nemmeno di striscio

Li ha  regalati, come fa con molte sue cose, dal momento che è in cella con un ragazzo straniero  senza famiglia e a cui nessuno porta mai niente. A quanto pare i reclusi si aiutano anche tra loro, non sempre, ma spesso,  e alla mia amica tocca comprare anche roba per altri, per esempio lui ha regalato il proprio borsone   a uno che usciva e non aveva dove mettere le sue cose (al carcere non ne forniscono)  e lei ha dovuto comprargliene uno nuovo.

La mia amica teme che uscendo, tra qualche mese, il figlio  si specchi e gli venga un colpo (era un modaiolo) e per dimagrire alla svelta ricominci a usare la droga, a causa della quale era finito in un mare di guai.

 

Su e giù

Da quando siamo qui nella seconda casa, ormai una settimana, ogni volta che vado al rubinetto del lavello in cucina, lo trovo con il rompigetto posizionato su flusso tubolare fisso e allora io tiro giù il bocchettino e lo metto su flusso a doccetta, che trovo più adatto alle mie esigenze.

Poi arriva la mia compagna e zac, lo rimette in posizione flusso fisso.. Insomma ogni giorno su e giù con questo rubinetto.

Del resto, spesso le coppie sono in sintonia al contrario… quando io ho i piedi caldi (raramente) lei li ha freddi e viceversa.

Mai stata in coppia con qualcuno che non fosse il mio contrario su parecchie cose (soprattutto piedi caldi contro piedi freddi o uno che suda e l’altro che a letto tiene la copertina…sempre io)

Gli opposti si attraggono come spesso si dice…

la prima rosellina gialla del giardino

Viva il supermercato

Lo sapevo! Era meglio se oggi non andavo al mercato settimanale che arriva il mercoledì nel “grazioso paesello collinare vista lago” in cui abbiamo la seconda casa.

Purtroppo, come ormai in tutti paesi, i negozi di una volta hanno chiuso: la comoda e fornita drogheria minimarket ha dato forfait perché la proprietaria, senza eredi, era stufa di lavorare, rimane una panettiera scorbutica che vende anche latte e uova, una mini gelateria, un’edicola con tabacchi, un paio di bar, una posta, una parrucchiera (erano due) un bancomat senza più banca, una agenzia immobiliare…ma io oggi volevo cucinare delle zucchine…

Non avendo voglia di fare 10 km in auto fino al grande supermercato, vado con la mia compagna alla vicina piazzetta del mercato ambulante che, scopriamo, si è ridotto pure lui a una sola bancarella: quella della frutta e verdura.

La proprietaria, che lavora col marito, è però piuttosto invadente: insiste a farci provare il melone, ma noi non lo vogliamo, poi passa a volermi rifilare i mandarini e me ne sbuccia uno: no grazie! (non è più stagione)

Passa quindi a chiedere se siamo sorelle e noi: no! Spesso I commercianti insistono, stranamente, a voler sapere se siamo sorelle… che cavolo gliene frega di cosa siamo non lo capisco… l’ambulante azzarda che sicuramente se siamo solo amiche lo siamo da parecchio tempo (vero ma siamo una coppia e non ci va di dirglielo) quindi ricomincia a volerci rifilare altri suoi prodotti che non ci interessano.

Malauguratamente al momento siamo le uniche clienti…io non sono brava a resistere… morale spendiamo 27euri di prodotti solo in minima parte desiderati e ce ne andiamo senza le zucchine …(il colmo è che non le aveva)

Viva il grande supermercato!

Meglio se affollato, dove nessuno vuole sapere cosa siamo e non insistono sul rifilarci il loro invenduto…

3 limerck

Grazie all’invito della sempre gentile scrittrice/animatrice del nostro blog Luisa Zambrotta, mi sono cimentata nella scrittura di limerick, ecco tre risultati:

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Mia nonna si assopì sul terrazzo a Trieste

Sognò che la bora la trasportava con tutta la sdraio fino a Vieste

Quando si svegliò

Non trovò più la sua dentiera sul comò

Quella vecchia donna di Trieste


Una giovane pittrice di Cervignano

Dipingeva con una buona mano

Purtroppo quando crebbe

Sposò un tale di nome Giacobbe

Che per gelosia le tagliò via la mano, quella brava pittrice di Cervignano.

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A un ragazzotto di Milano

Fu rubato il motorino di seconda mano

Andò al commissariato

ma gli dissero che se non aveva il libretto se l’era sognato

Quello stolto ragazzotto di Milano

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L’inviata è poeta

Mi chiedo se per dire qualcosa di veramente pregnante sia necessario vedere così tante cose orribilmente brutte?

Questa riflessione dopo aver letto alcune prose liriche di Francesca Mannocchi, nota giornalista inviata da anni nei più tragici scenari di guerra del nostro globo litigioso.

Nel suo ultimo libro, con ragguardevole bravura e sensibilità, affinata certamente dalla sua presenza sul campo, campo di guerra, si leggono frasi pesanti che ci rendono pensanti.

Leggo il nome di Sednaya che corrisponde a un paese della Sirya che localizzo essere vicino a Damasco,

cit.: “I muri di Sednaya parlano. Su uno c’è scritto: IN QUESTO MONDO SONO STATO SOLO UN PASSANTE. Sui muri di Sednaya ogni scritta è un testamento”

A Sednaya, c’era il piu grande e famigerato carcere mattatoio di Assad, molte migliaia di persone, per diversi anni, vi furono trattenute, torturate e uccise barbaramente, lì Francesca è passata e ha visto… ha sentito… ha scritto.

Leggo e ammutolisco, Quanto male possiamo produrre noi umani.

Siamo veramente osceni

Crescrere, la guerra (Einaudi) libro.