La colazione

Stanotte andando in cucina per bere un po’ d’acqua noto sul tavolino già ben disposte le due tazzone vuote della nostra colazione più i piattini per i biscottini, il vasetto delle noci, quello della cioccolata spalmabile, insomma la base per la colazione di domani mattina. Subito provo una certa tenerazza: per la mia compagna infatti una ricca colazione è il punto di partenza per una buona giornata.

Prima che stesse da me, nessuno aveva mai “pensato” in anticipo la colazione. Di solito al momento del risveglio, in fretta scaldavo il caffelatte , ci aggiungevo qualche biscotto e via…ma in effetti quella era per me solo la “prima colazione” di una serie che continuava lungo la giornata.

Devo confessare che facendo un lavoro principalmente esterno, frequentavo regolarmente i bar della mia zona operativa: a volte per riscaldarmi, altre per rinfrescarmi. Sarà per quello che in trent’anni ho messo sù trenta kili.. Lei invece è rimasta bella magra, anche perché nella sua breve “pausa pranzo” non poteva abbuffarsi, inoltre lavorava in un ambiente di professori universitari, non avezzi a certi usi plebei…

Nel mio ambiente di lavoro invece quando qualcuno festeggiava il compleanno, la pensione, il primo figlio o altre ricorrenze, arrivava con un centinaio di panini farciti con mortadella, formaggi e sottaceti…il tutto ovviamente bene innaffiato (tra i colleghi più anziani c’erano parecchi cosiddetti “gaina”)

Man mano che andarono in pensione furono purtroppo sostituiti da giovinastri in carriera che non conoscevano le buone abitudini dei vecchi tempi e quei mitici rinfreschi divennero un pallido ricordo, come la vicina latteria che a mezzogiorno serviva cassoeula…

Comunque, al contrario della mia compagna, adoratrice di cioccolato ultrafondente, la colazione che preferisco è salata, adoro la focaccia ligure ma a Milano, con gran pena, non trovo che insapide imitazioni.

L’amica ringhiosa

CHI TI ALLEVA

TI SOLLEVA

DAL PESO DELLA VITA

CHI TI ALLEVA

OFFRE SOLLIEVO

E TI FORNISCE PICCOLE ALI

CHE CRESCERANNO

E VOLERANNO NEL TEMPO FUTURO

QUANDO POTRAI

SOLLEVARTI DA SOLA

E SOLLEVARE UNA NUOVA

ALLIEVA

ALLEVARE, SOLLEVARE, ALLIETARE, ALLETTARE, ALLATTARE

Chi non fu allevata lietamente Raramente sarà lieta

Né allettante la sua ringhiosa compagnia.

Il festival della cassoeula

Stamane, dopo essere inacappata in questa clamorosa notiza, ho iniziato a maturare una irrefrenabile “voglia di cassoeula” e quindi eccomi andare di buon’ora al supermercato a reperire il materiale necessario: verze, puntine, salamelle e, non trovando la cotenna, inserire al volo una bella fetta di pancetta affumicata. Cipolle rosse, carote, aromi, passata di pomodoro, il tutto nella pentola a pressione e in mezz’ora di cottura, previa rosolatura, ecco pronta una bella cassoeula accompagnata da una polentina Valsugana veloce.

Il mio problema è che sono influenzabile: se incappo in una pubblicità ben congegnata ne rimango vittima all’istante.

Se leggo qualcosa di bello su una località subito progetto di andarci, mi capita pure coi libri e coi film…

Per fortuna vengo spesso frenata dalla pubblicità successiva e così anziche finire alle Azzorre dove coltivano un tè speciale, che però ho ordinato su internet, di fronte a una nuova suggestione, penso magari a una settimana bianca nelle località cimbre dell’Alto Adige.

Chiodo scaccia chiodo, e penso che in fondo le pubblicità (per fortuna) non funzionano sempre bene perché se passa troppo tempo si combattono tra loro.

Come sono

Essendo una “creativa” difficilmente riesco a tenere testa alle creazioni degli altri a discapito delle mie.

Me ne dolgo, perché in realtà sono interessata a quasi tutto, e tutti, ma il tempo e l’energia sono quelli che sono e creare, nonché rifinire la propria creatura richiede a volte parecchio tempo.

Compro libri, certamente, sia tra i classici che tra i contemporanei, ma spesso quei libri non li riesco a finire, a meno che che siano molto brevi. Del resto io pure scrivo cose brevi per non rischiare di perdere troppo tempo con me medesima.

Il formato che preferisco è quello dell’articolo breve, tipo da rivista o da blog…Solo la poesia riesco a seguirla, anche se un po’ lunga, se il ritmo e le assonanze mi rapiscono.

Oltre ai libri poi c’è la vita pratica, che incombe, mi chiedo come facciano alcuni a conoscere tanto e produrre altrettanto… per una donna poi, posto che non sia un’anacoreta, la vita pratica incombe percentualmente di più…

Inoltre guardo pure la tivù…