Viva il supermercato

Lo sapevo! Era meglio se oggi non andavo al mercato settimanale che arriva il mercoledì nel “grazioso paesello collinare vista lago” in cui abbiamo la seconda casa.

Purtroppo, come ormai in tutti paesi, i negozi di una volta hanno chiuso: la comoda e fornita drogheria minimarket ha dato forfait perché la proprietaria, senza eredi, era stufa di lavorare, rimane una panettiera scorbutica che vende anche latte e uova, una mini gelateria, un’edicola con tabacchi, un paio di bar, una posta, una parrucchiera (erano due) un bancomat senza più banca, una agenzia immobiliare…ma io oggi volevo cucinare delle zucchine…

Non avendo voglia di fare 10 km in auto fino al grande supermercato, vado con la mia compagna alla vicina piazzetta del mercato ambulante che, scopriamo, si è ridotto pure lui a una sola bancarella: quella della frutta e verdura.

La proprietaria, che lavora col marito, è però piuttosto invadente: insiste a farci provare il melone, ma noi non lo vogliamo, poi passa a volermi rifilare i mandarini e me ne sbuccia uno: no grazie! (non è più stagione)

Passa quindi a chiedere se siamo sorelle e noi: no! Spesso I commercianti insistono, stranamente, a voler sapere se siamo sorelle… che cavolo gliene frega di cosa siamo non lo capisco… l’ambulante azzarda che sicuramente se siamo solo amiche lo siamo da parecchio tempo (vero ma siamo una coppia e non ci va di dirglielo) quindi ricomincia a volerci rifilare altri suoi prodotti che non ci interessano.

Malauguratamente al momento siamo le uniche clienti…io non sono brava a resistere… morale spendiamo 27euri di prodotti solo in minima parte desiderati e ce ne andiamo senza le zucchine …(il colmo è che non le aveva)

Viva il grande supermercato!

Meglio se affollato, dove nessuno vuole sapere cosa siamo e non insistono sul rifilarci il loro invenduto…

3 limerck

Grazie all’invito della sempre gentile scrittrice/animatrice del nostro blog Luisa Zambrotta, mi sono cimentata nella scrittura di limerick, ecco tre risultati:

≠======================

Mia nonna si assopì sul terrazzo a Trieste

Sognò che la bora la trasportava con tutta la sdraio fino a Vieste

Quando si svegliò

Non trovò più la sua dentiera sul comò

Quella vecchia donna di Trieste


Una giovane pittrice di Cervignano

Dipingeva con una buona mano

Purtroppo quando crebbe

Sposò un tale di nome Giacobbe

Che per gelosia le tagliò via la mano, quella brava pittrice di Cervignano.

=============================

A un ragazzotto di Milano

Fu rubato il motorino di seconda mano

Andò al commissariato

ma gli dissero che se non aveva il libretto se l’era sognato

Quello stolto ragazzotto di Milano

≠≠============================

L’inviata è poeta

Mi chiedo se per dire qualcosa di veramente pregnante sia necessario vedere così tante cose orribilmente brutte?

Questa riflessione dopo aver letto alcune prose liriche di Francesca Mannocchi, nota giornalista inviata da anni nei più tragici scenari di guerra del nostro globo litigioso.

Nel suo ultimo libro, con ragguardevole bravura e sensibilità, affinata certamente dalla sua presenza sul campo, campo di guerra, si leggono frasi pesanti che ci rendono pensanti.

Leggo il nome di Sednaya che corrisponde a un paese della Sirya che localizzo essere vicino a Damasco,

cit.: “I muri di Sednaya parlano. Su uno c’è scritto: IN QUESTO MONDO SONO STATO SOLO UN PASSANTE. Sui muri di Sednaya ogni scritta è un testamento”

A Sednaya, c’era il piu grande e famigerato carcere mattatoio di Assad, molte migliaia di persone, per diversi anni, vi furono trattenute, torturate e uccise barbaramente, lì Francesca è passata e ha visto… ha sentito… ha scritto.

Leggo e ammutolisco, Quanto male possiamo produrre noi umani.

Siamo veramente osceni

Crescrere, la guerra (Einaudi) libro.

nuove mode culinarie bibliche

Bundy, una creatrice di contenuti cristiani di 27 anni, potrebbe sembrare la classica tipa da “mangiare pulito” ma crede che la sua dieta sia parte di una vocazione superiore. Per otto anni, è stata una mangiatrice biblica, qualcuno che consuma principalmente cibi menzionati nella Bibbia. Lei fa parte di una comunità online di nicchia ma dedicata che cerca di legare i valori religiosi alle esigenze dietetiche.

Mi chiedo come potranno gli americani coniugare questa nuova mania, legata anche al credo trumpiano pseudocristiano ora in auge, con il fatto che negli Stati Uniti d’America i prodotti più naturali e tipici del territorio siano i fagioli, le patate , le melanzane e i pomodori …tutti ingredienti sconosciuti nella Palestina di 2000 anni fa…?