Scuse non gradite

Un paio di mesi fa ho comprato un cappottino rosa on line su un sito che si spacciava per francese, la foto era accattivante, era in saldo e ci sono cascata. Compro spesso abbigliamento on line perché con la mia taglia ormai nei negozi normali non trovo più niente…

Quando è arrivato il pacco, già dal suo peso e imballo ho capito che avevo fatto un errore, si trattava infatti di un cappottino di pessima fattura e stoffa ultra sintetica, che oltretutto mi andava stretto. Capisco che il sito pseudo francese era in realtà un sito ultra cinese, mi do della scema e vedrò se riesco a regalarlo, rispedirlo in Cina non vale la pena…

Faccio l’errore di scrivere via email le mie rimostranze ai cinesi dicendo che il loro era un cappotto di scarsa qualità, mi rispondono (stranamente) dichiarandosi molto dispiaciuti e cercano di rimediare a modo loro: oggi ricevo un nuovo cappotto (uguale al primo) con le loro scuse… Nooo

Ligi agli orologi

Quando ero giovane e andavo a lavorare o comunque quotidianamente uscivo, portavo sempre l’orologio al polso. Preferivo un orologio digitale, di quelli con la pila, water resistant, insomma diciamo un classico CASIO nero in plastica da trenta, quaranta euro. D’estate ne avevo uno colorato. Ci dormivo pure con l’orologio al polso, era leggero, silenzioso e con la luce incorporata, così se mi svegliavo di notte sapevo sempre che ora era. Di giorno mi era utile soprattutto perché aveva il datario e così sapevo con certezza in che numero di giorno del mese fossimo.

Nel mio lavoro erano molto importanti le date, usavo infatti timbri con date di rilevanza legale e questi timbri putroppo non si aggiornavano da soli, perciò dovevo conoscere e cambiare con cura la loro data ogni giorno.

Da quando sono in pensione non porto più l’orologio fisso al polso, ma in ogni stanza amo avere un orologio da muro, di quelli elettronici che evidenziano chiaramente pure il giorno della settimana in cui ci troviamo. In camera da letto è luminoso, così se mi sveglio di notte…

Il sabato o la domenica ormai differiscono poco dal lunedì e perciò mi sforzo comunque di restare informata , insomma, di rimanere sul pezzo… distrarsi è un attimo…

Durare é dura

Sarà pur vero che certe giacche possono durare una vita se trattate bene, forse anche le persone, ma che dire se è la tua vita a non durare? A cambiare?

Quanti di noi potrebbero/vorrebbero indossare oggi le giacche della nostra gioventù? A parte la moda che cambia, è la “vita” intesa come circonferenza, che cambia. Quanto è interessante il fatto che una giacca duri una vita…quale vita… una vita di chi?

La durevolezza può essere ancora considerato un valore?

Soprattutto per noi donne, la vita è mobile…qual piuma al vento… sarebbe meglio che i pubblicitari lo sapessero

BULIMIA

CHI vive in una piccola casa,

come minimo

ha una piccola libreria,

pochi quadri e manifesti appesi, pochi piatti decorativi alle pareti, poche suppellettili strane sui pochi mobili sui quali non si accumula la tanta polvere del mondo e nessun tappeto

Ha fatto pochi viaggi e/o comprato pochi souvenirs, Ha indossato poche scarpe, vestiti e cappelli, Non ha ricevuto eredità dagli avi, Non si è innamorato mai di niente, Non è posseduto dal possesso della materia forgiata artigianale o industriale che sia

Ha forse una grande e intensa Vita interiore, ma non ci credo troppo, Non e un accumulatore, ma non ci credo troppo, forse è bravo a rivendere, ma penso più che altro che sia un anoressico, non empatico Che non mi è simpatico. Lo invidio molto solo quando deve traslocare