Se(t)tanta mi dà tanto…

Stamane mi sono svegliata pensando a mio padre, che è morto trentasette anni fa. Ci pensavo perché è morto a sessantanove anni, quasi sul punto di compierne settanta, ed è la condizione in cui mi trovo anch’io in questo momento. Sto per compiere i settant’anni.

All’epoca io avevo trentatré anni. A trentatré anni, arrivare a quasi settant’anni mi sembrava un buon traguardo. Però ora che ci sono io, a un passo dai settant’anni, mi sembra un po’ prestino.

Quando si è giovani e si pensa alla vecchiaia, un uomo di settant’anni appare certamente vecchio. Però ora che ho quasi settant’anni io, non mi sento poi così decrepita (tranne in alcuni giorni no)

Posso quindi dedurre che mio padre sia morto, in un certo senso, giovane, ma a me, all’epoca, non era sembrato così, anche perché, poveretto, era stato piuttosto malato: negli ultimi anni della sua vita aveva lasciato il lavoro prematuramente, la sua ditta aveva chiuso e non c’era poi stato un periodo molto soddisfacente per lui.

Per me e mia madre, benché gli volessimo bene, onestamente era un po’ un peso, non ci permetteva grandi spostamenti. Mentre noi amavamo viaggiare, lui per contro era piuttosto casalingo e, non godendo di buona salute, preferiva restare a casa, ma noi avevamo paura che da solo potesse stare male e magari non trovare assistenza.

È morto in ospedale, assistito, ma non è bastato…

Diciamo però che tutto è relativo. Per alcuni andarsene a settant’anni è più che sufficiente; per altri, raggiunti i settant’anni sembra ancora presto per andarsene.

Se una persona è in buona salute, ha qualche soldo da parte, degli interessi, una casa in cui stare, una compagnia con cui condividere i momenti topici dell’esistenza, settant’anni potrebbero effettivamente essere un’età ancora troppo giovane per morire.

Però non è mai detta l’ultima parola… non esiste un presto o un tardi, immagino, io dico di credere alla casualità degli eventi, anche se ho sempre alcuni dubbi sulla questione.

Pubblicato da Luisa Sax

poeta comica femminista, writer, slammer, ex squatter, punk musician, videomaker, ironic person, ama giocare con le parole e con le immagini

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