Grazie a chi ha votato a Destra e a chi di sinistra non è andato a votare ✊
Da giovane ci avevo passato dei bei momenti di festa a ballare, suonare e bere senza spendere un sacco di soldi, come accadeva nella “Milano da bere”.
Era un luogo di aggregazione e sperimentazione giovanile, certo di giovani creativi, fecero anche azioni sociali interessanti contro le droghe pesanti, una scuola di italiano per immigrati e altro, di sinistra ovviamente…
Un peccato chiuderlo così, ma soprattutto non essere riusciti a integrarlo legalmente per evitare lo sgombero prevedibile. Spero che i semi germineranno ancora, per fortuna gente non allineata col potere ne nasce sempre…
Dopo la grande rabbia sono speranzosa, non finisce qui.
L‘unica volta che desiderai avere un figlio fu quando presi una cotta fulminante per la mia insegnante di vela durante un corso immersivo bisettimanale fatto in Sardegna negli anni 80.
Avevo principalmente due insegnanti: una bionda, molto bella, ma troppo femminile per I miei gusti e una mora, molto mora e molto mascolina di cui presto mi invaghii follemente.
Purtroppo non mi “cagava” nemmeno di striscio, ma, innamorata cotta della bella mora, desiderai improvvisamente e assurdamente dare soddisfazione e sfogo (presunto) alla sua intrigante mascolinità impossibile.
Pensavo che un figlio le sarebbe stato utile e io glielo avrei regalato. Non me lo sarei tenuto troppo vicino, no, perché immaginavo che lei sarebbe stata un buon padre: ne avrebbe fatto un bravo velista, con lui si sarebbe realizzata fino in fondo e avrebbe placato la sua (presunta) disforia di genere.
Se fosse nata una femmina sarebbe stato più complicato, sarei dovuta intervenire io maggiormente, per eventualmente fornirgli le basi della femminilità femminista, ma nei miei sogni non doveva succedere…
Dandole un erede, inoltre, si sarebbe pure affezionata un po’ a me …e saremmo salpate prima o poi per una lunga navigazione sul suo brigantino pirata con destinazione caraibica…la rotta del Rhum…
Al momento del commiato, a corso concluso, presi una provvidenziale sbornia col Pastis e mai più la rividi, come la voglia di figliare…
Il realismo ironico e caricaturale di Nicole Eisenman Nicole Eisenman è nata in Francia, a Verdun, nel 1965, dove suo padre era psichiatra militare. È di origine ebraico-tedesca; anche la sua bisnonna, Esther Hamerman, era pittrice. Nel 1970, la famiglia si trasferì dalla Francia a Scarsdale, nello stato di New York; Nicole ha studiato alla […]
Questa foto in BN da me recentemente scovata e rielaborata al computer, mi rimanda a un periodo vissuto a cavallo degli anni 70/80 in cui abitavo con un gruppo di donne italiane e americane in una vecchia e sgarrupata “ casa occupata “nel centro di Milano.
Bel fenomeno quello delle Case Occupate, checché ne dicano i politici/sciacalli di destra attuali. La casa era della Curia che non se ne era curata per lungo tempo e quindi venne presa da chi sapeva cosa farsene. Ci divertimmo parecchio: dormendo (in sacco a pelo ovviamente) mangiando, suonando, facendo feste e crescendo insieme.
Eravamo solo donne, lesbo- femministe per la precisione perché il rifiuto della mascolinità tossica doveva essere radicale.
Per fortuna mi resta qualche foto e qualche video che ogni tanto faccio riemergere dai miei disordinati archivi personali e con essi il ricordo.
Io sono quella di spalle in un costume di Fiorucci (abitare gli abiti è una mia vecchia passione)
ANDARE O LASCIARSI ANDARE?FARE O LASCIARSI FARE ?Combattere il decadimento fisico e spirituale o assecondare la natura che cerca riparo nel buio e nell’isolamento tenendosi lontano dalle lotte per la visibilità?
È un bel dilemma: combattere il mio aumento di peso corporeo o considerarlo quasi fisiologico, stante alcune problematiche ormonali e tiroidee?
Mettersi in pausa? Accettare, scelta piu comoda, o respingere, rimettendosi in pista?
Basterebbe ridurre le porzioni, eliminare i carboidrati, fare più movimento… ma non e così vero, poche ci riescono. Il problema è più complesso, dice l’endocrinologo… (infatti aggiungerei che amo gustare il cibo gustoso…de gustibus…)
Spendendo un bel po’ di soldini potrei comprare le punturine danesi che tolgono l’appetito senza sforzo, perderei qualche kilo sicuramente, ma con nausea e altri possibili effetti collaterali, inoltre se smettessi la cura li riprenderei, ma del resto dopo i 50 è facile dover prendere medicine a vita…sì ma di solito le passa la mutua, queste no…e non è giusto!
Comunque, sarà forse bello non riuscire a fare piu le scale o una passeggiata in montagna?
Accettare bisogna, ignorando la vergogna? Anche se è uno stimolo a migliorarsi?
Stimolo, ecco il vocabolo che manca al mio contemporaneo fraseggio.Il punto focale, che a comprenderlo ti prende male.
Depressione forse? Ammetto, la temo e la nego.Fino a che punto fisiologica? Invecchiare a volte (spesso) deprime.
Che scoperta! Ho l’età di una nonna ma senza nipoti, potrei casomai essere considerata una vecchia zitella inacidita, per fortuna però sono quasi grassa e i grassi fanno più tenerezza, inoltre solitamente non inacidiscono, dunque, per non inacidire meglio non dimagrire. (?)