E STATE

Serate d’estate…

Dopo una torrida giornata
Il sole si eclissa
E finalmente
Ci lascia respirare.
Una brezza leggerissima
Mi accarezza gentile.
Siamo in collina,
Paese di molte seconde case sfitte
a picco sul lago Maggiore.
Di milanesi ne son rimasti ormai pochi, tanti non tornano più perché troppo anziani o peggio…
Una coppia di tedeschi ha recentemente comprato qui di fronte un appartamento con terrazza vista lago, anzi vista laghi perché da qui si vedono ben 3 laghi
che era di una anziana signora di Busto che aveva avuto i soldi per farsi mettere l’ascensore privato.
Come settantenne appena conclamata
Sono tra le più giovani leve
della vecchia guardia.
Parte una musica estiva
A tutto volume , proviene
dal bar tavola calda dietro l’angolo.
Da un paio d’anni è gestito da un rozzo personaggio pugliese
Che propone panzerotti e birrette
Agli scarsi avventori
Sono seduta sulla sdraio
del mio terrazzo vista cielo
Batto il ritmo
Con la gamba accavallata
Friniscono le ultime rondini
prima del riposo notturno
Le immancabili zanzare estive
fanno veloci incursioni aeree
sulla mia personcina discinta:
tento l’estrema difesa a mani nude…
maldestramente schiaffeggiandomi un neo…
Se insistono però mi ritiro…

lascia o raddoppia?

• doppio terremoto

• Doppio gioco
• Partita doppia
• Fare un doppio
• Fare una doppietta
• doppia copia
• doppia coppia
• doppia razione
• doppiaggine
• doppiare capo Horn
• raddoppiare la posta in gioco
• doppie chiavi
• ne voglio il doppio
• doppia sconfitta
• doppia vittoria
• doppio pareggio
• doppiamente pirla
• UNA COPPIA CHE SI SDOPPIA

Corte costituzionale

Leggo sul Corriere:

Chi sono i malati che ora si oppongono? «Tutti e otto — spiegano gli avvocati Mario Esposito e Carmelo Leotta, che li rappresentano — sono persone affette da patologia irreversibile, capaci di volontà libera e autonoma; quanto al requisito della sofferenza fisica e psicologica, con il supporto delle persone a loro vicine e dei sanitari, hanno saputo fino a oggi resistere sempre nei momenti di maggior sofferenza fisica e psicologica che si sono presentati e hanno sempre conservato la volontà di vivere». Ma, viene spiegato, vogliono evitare di avere la tentazione di poter chiedere di morire, se la legge gli consentisse di farlo con maglie ancora più larghe.
Come dire che non si fidano della loro «semplice» capacità di resistenza.
Dunque, se capisco bene alcuni malati terminali temono di poter cedere al desiderio di morire ( e smettere di soffrire) se cioè gli fosse concesso…e quindi preferisco che la Corte non decida di fare una legge in favore dell’eutanasia…ma preferiscono che gli sia vietato!! Non solo a loro. Ovviamente. A tutti…
Ma chi se ne frega se loro vogliono continuare a soffrire, questa deve essere una libera scelta personale, non può uno che teme di decidere di poter morire, impedire a un altro che la pensa diversamente e vede nella propria morte, una via di fuga da effettuare con dignità attraverso l’eutanasia. Oltretutto esiste comunque la possibilità di suicidarsi ma in maniera traumatica, rischiosa per la società e senza assistenza, allora cosa vogliono?
Non si può vietare il suicidio, si può però vietare per legge quello assistito. Non bisogna assistere, troppo comodo, magari tanti ci pensano e disertano, soffrono di meno. Sia mai!

Formiche

La nostra seconda casa è vecchia almeno di 100 anni, forse più, non sappiamo con esattezza, spesso in estate ci ritrovavamo formiche in bagno, piccoline ma tante. Ci mettevamo il borotalco e di solito sparivano, anche se sospettavamo che si rintanassero soltanto nei muri.

Il mese scorso scopriamo una lunga fila di formichine che dal giardino salivano e si infilavano nello stipite della porta finestra in cucina. Impressionata dalla quantità, stavolta decido di reagire con più decisione e compro un gel velenoso, uno spray repellente e pure lo stucco per sigillare lo stipite. Detto fatto: le formiche mangiano il gel, presumibilmente si contaminano e il giorno dopo non ci sono più…Mi sento in colpa ma tutto sommato sollevata, saranno davvero sparite? Avranno sofferto?

Passano una decina di giorni e scopro una lunga fila di formiche che salgono da un’altro lato della casa e si infilano stavolta nel sottobalcone del bagno. Stendo altro gel velenoso, lo mangiano e il giorno dopo spariscono.

Ci assentiamo per un mese e ieri, al nostro ritorno individuo di nuovo una lunga doppia fila di formiche che si infilano sotto un altro stipite del bagno al secondo piano…Compro altro gel, sperando non si siano assuefatte, invece lo mangiano ancora…il giorno dopo, oggi, sono di nuovo sparite, ma per quanto?

Da dove spunteranno stavolta? Ha senso combatterle? Forse questa vecchia casa è anche una vecchia casa del glorioso popolo delle formiche e noi delle intruse moleste…

il forse feticista

Ultimamente ho postato su qualche social alcune  mie foto, rielaborate, di piedi, i miei, con le unghie dipinte di rosso: le trovavo vagamente sexy…

Ho ricevuto vari like su “storie” di FB  ma uno di questi like mi ha insospettito, apparteneva a   una mia vecchia conoscenza  di chat.  Mai conosciuto direttamente,  era stato un mio ammiratore musicale  postumo di quando cioè suonavo il sax in un mitico, per alcuni,  gruppo punk lesbofemminista di fine anni 70.

Dovrebbe avere 20/30 anni meno di me, lui suona ancora e adora ancora la scena punk,  e  organizza serate musicali dalle sue parti nel veneto.

Capisco dopo qualche frase  che le mie foto, lievemente maliziose, hanno incontrato un vero estimatore forse feticista…Help…

Scambiamo qualche frase in chat e,con una punta di malizia incosciente, gli spedisco altre foto idealmente sexy di miei piedi: mi ringrazia gradevolmente stupito.

 Penso sia un po’  “fuori” Si fa tardi e decido di troncare la conversazione, anche perché quando gli racconto che ora sono  sposata, lui si schermisce, mi chiede  di scusarlo perché  stasera è  un po’  bevuto…gli dico che non è il caso, non mi sono offesa…anzi sono lusingata che le mie foto gli siano piaciute.

A quel punto immagino   sia  meglio non dare troppa confidenza a un ex ragazzo, oramai uomo sulla quarantina,  tutto sommato   semisconosciuto. Lo saluto cordialmente inviandogli un consiglio di lettura,  sperando che sia finita lì.

Ieri sera però mi scive ancora, ritenta il contatto, vorrei quasi rispondere, intuisco che in questo periodo si sente solo ( da un anno sta lavorando duro lontano da casa)  il mio pericoloso  istinto infermieristico  femminile si fa strada strisciando, ma temo di finire in una storia quantomeno  virtuale che mi farebbere perdere tempo e  alla mia età non si ha più troppo tempo…

Spero faccia tesoro del mio  link a quel libro che parla di come sia profittevole essere sposati con sé stessi .