Fluidità

Spesso mi dedico allo sport di scoprire o scoperchiare la fluidità delle parole.
Fluidità è un termine usato molto recentemente soprattutto in campo sessuale, ma in realtà la fluidità si può applicare a molteplici usi e abusi, e qui mi viene in mente Aldo Busi, uno scrittore famoso nel secolo scorso che però era più gay che fluido.

In ogni caso la fluidità coinvolge spesso anche posizioni politiche e sovente sovranazionali.

Le spie sono il l’esempio classico della fluidità, del resto non possiamo nascondere che più o meno tutti i politici debbano essere fluidi ( ma spesso anche bugiardi) per riuscire a inserirsi nel canale giusto che li porti a una posizione di potere che consenta loro di “influire” sulle nostre vite con leggi e leggine ad hoc

Fluido e scivoloso sono vagamente sinonimi.

divorzi grigi

La bella notizia, testè letta da un articolo sul canale CNN é che le donne in generale, ma particolarmente in Korea e Giappone e paesi asiatici limitrofi, hanno finalmente deciso in massa di divorziare dai loro mariti.
Dopo averli serviti e riveriti per due-tre decadi, ora che i figli sono grandi e autonomi, decidono di prendersi la libertà che finora non avevano mai potuto avere. Alcune riprendono a studiare, altre si dedicano all’arte o ai viaggi, qualcuna diventa imprenditrice…

Complice un nuovo sistema pensionistico che viene in loro soccorso, ora finalmente anche le casalinghe incallite escono dal ruolo imposto loro da una società maschilista che le aveva relegate a una quasi schiavitù servile, non concedendo loro di poter esprimere se stesse, cosa che i loro mariti invece avevano potuto fare con più agio.

I divorzi grigi, così chiamati, hanno superato il numero dei divorzi delle coppie giovani.
Lo trovo positivo, troppe femmine, finora, nel mondo si sono sacrificate per tutti, portando in esclusiva il peso della famiglia e della società, vedremo dove porterà questa nuova rivoluzione non cruenta ( se escludiamo i tanti casi di femminicidio dalle nostre parti) nata nel secolo scorso in occidente e che si va espandendo nel globo terracqueo.

rimembranze

Stante la mia risolutezza a fare ciò che volevo, i miei genitori, non essendo per mia fortuna supportati dai loro parenti, che grazie al cielo, non esistevano più o non erano nelle vicinanze, furono da me “obbligati” a lasciarmi fare ciò che chiedevo.

Erano gli anni 70…

come tanti, benché giovanissima, volevo e reclamavo la mia libertà e giocoforza, senza troppi drammi, me la concessero. Solo mio padre, stupidamente, una volta tentò di mettere dei paletti, fu quando avevo 15 anni, una domenica ero partita per una gita col mio ragazzo, ma tornai molto tardi la sera (avevamo trovato traffico e code sulla strada) allora papà, preoccupato dal ritardo si mise a farmi una scenata epica, ma fu redarguito con decisione da mia madre, che impressionata dalla sua violenta reazione, gli diede persino un pugno sulla schiena perché mi si levasse da sopra e lui, offeso dal tradimento della moglie, messasi dalla parte della figlia (in realtà aveva semplicemente ascoltato e avallato le mie ragioni), non tentò mai più di proibirmi di stare fuori con gli amici fino all’ ora che volevo e che, nel caso succedesse qualcosa, lui dichiarò “che se ne lavava le mani e ci pensasse mia madre” …e vivemmo in pace…

A scuola però andavo male, avevo scelto il liceo classico, un po’ perché mi piaceva scrivere, ma soprattutto perché nel mio immaginario anni 70 volevo fare la psichiatra, anzi L’ANTIPSICHIATRA, erano i tempi di Basaglia…

Quella scuola così classica si rivelò una scelta sbagliata: prima di andare a liberare i matti c’era da studiare il greco e il latino, lingue perlopiù morte e passare ore e ore su cose vecchie e sepolte, non faceva per me…io ero già proiettata verso la CONTROCULTURA … (sin da subito mi ero fatta esonerare dall’insegnamento della religione dichiarandomi atea, suscitando curiosità) e quindi poco oltre metà anno scolastico mi ritirai da scuola, tanto mi avrebbero bocciata.