RIP.

Apprezzai molto il suo libro, letto negli anni 70 e che andò a rafforzare il mio precoce ateismo naturale, desacralizzando la natura umana e irridendo quelli che si credevano di essere gli eletti del Signore… (mai visto né conosciuto alcun Signore che avesse delle predilezioni 😁)

I cosmetici rendono

Con Isabelle Hupper, strepitosa come al solito, protagonista di uno straziante “affaire Bettencourt” accaduto per davvero in Francia una ventina di anni fa.

Vedendo mia madre, ormai sul viale del tramonto, plagiata da un furbacchione (artistoide, gay e divertente) che, sempre più sfacciatamente, da lei si fa mantenere sfruttandola alla grandissima (come, comunque, quasi tutti “ i politici” del paese, che sfiorarono l’incriminazione) forse avrei reagito come lei.

Per proteggere l’amata (e riottosa) madre, deve sconfiggerla, costi quel che costi e costerà parecchio…

La ricchezza si paga cara e ovviamente non a tutti dà la felicità, ma l’amore non è mai scontato.

Geografia vs agiografia

In prima ginnasio venni rimandata (anche) in geografia, stranamente ricordo ancora una penosa interrogazione sull’Afganistan in cui arrancai parlando di pecore, lana, tappeti e terre desertiche…
Un paio di anni dopo lì mi ci ritrovai davvero, dopo un epico viaggio che mi portò da Milano in Nepal via terra, ora impensabile…
Ho viaggiato molto in gioventù e ovunque andassi compravo una mappa geografica del luogo, nella mia libreria le cartine geografiche occupano uno scaffale a parte.


Ora sento dai media che lo studio della geografia sarà di molto ridimensionato nelle nostre scuole, peccato, ma forse con Google maps ora sarà più facile studiarla, io mi ci diverto molto, anzi ormai faccio solo viaggi virtuali sul mio IPAD…
Tuttele mie cartine sono ormai inutili, ma non oso buttarle, sono cimeli…


Comunque, una cosa che mi ha sempre innervosita è che spesso il nostro paese è spacciato per il più bello del pianeta. Ecco questa è agiografia,. Chi studia davvero geografia e magari ha viaggiato, sa che i posti magnifici nel mondo sono tanti (come quelli brutti o insignificanti o rovinati dal progresso, ben presenti anche nella nostra bella Italia).
Viva la geografia, abbasso l’agiografia!

Compagno naturale della geografia è a mio parere il reportage, magari giornalistico che oramai è sempre più raro nei nostri media.

Mortalità dubbiosa

Saperti mortale
ti alza e/o abbassa
il morale

Morale o non morale
non sei immortale

Meglio sparire
essendo amati
e lasciando dolore e lutto
ai tanti che ci amarono?
(e insistono a farlo)

O morire nel disamore

NON lasciando dolore e lutto

ma indifferenza serena ?

Chi muore da “grande”
fa grande rumore e lascia grande dolore

se poi muore
una grande cantante…
apriti cielo!

(ai funerali meglio se piove)

gioco dell’oca ?

Fare una battaglia dí civiltà significa difendere le istanze dei deboli: schiavi contro padroni, animali contro umani, Israeliani contro Palestinesi.

Laddove vincerebbe il più forte, facciamo in modo che vivano comodi entrambi, anche se spesso è utopia, poiché i terreni migliori Sono già presidiati e le risorse potrebbero Non bastare per tutti e siamo tutti molto importanti a noi stessi.

Da queste premesse nasce la lotta per avere il cibo,la terra, la casa, l’amante migliore, ma non nasciamo tutti uguali: c’è chi è più bello, più sano, più furbo, più fortunato …Essere progressista, secondo me, significa avanzare verso la parità e la non sopraffazione, verso la collaborazione e il riconoscimento dei bisogni di tutti, inseguire utopicamente la felicità universale.

Sarebbe un bel mondo ideale, ma forse non “naturale” proprio nel nostro piccolo Pianeta Azzurro cosi “naturalmente” ricco di contrasti e pericoli, pianetino a sua volta pericolosamente immerso nella infinità di galassie in espansione costante che da poco tempo noi umani stiamo esplorando non senza sgomento.

Come dicevo, Qui la vita è una sfida continua, dove però l’aiuto reciproco è basilare: se siamo ancora vivi è perché c’è, o c’è stata una o più forme di vita collaborativa, il problema è che ciò ha dato origine anche al tribalismo, al populismo e a tante successive forme di razzismo, specismo (e nepotismo) lungo un percorso che ci ha condotti più o meno dove attualmente siamo.

Ogni millennio, per evoluzione, siamo diventati direi un po’ più civili, almeno in alcune parti del globo, sebbene per periodi a volte variabili.

Stiamo migliorando lentamente, ma ci sono momenti in cui il progresso regredisce e, come nel gioco dell’oca, si riparte da zero, forse in questo momento siamo solo finiti nella casella sfigata…