Sono consumata

Ci sono almeno un paio di spot che stanno imperversando attualmente in Tv e la cui ripetività è decisamente molesta.

Mi chiedo se non sia controproducente insistere così, irritando pesantemente eventuali consumatori che potrebbero anche rivalersi, rivoltarsi, non consumando tale prodotto per ripicca e/o magari non andando al tale supermercato tanto conveniente…

Peraltro dovrebbe esserci un ente calmieratore che difenda il povero passivo o volontario consumatore di programmi di radio e Tv da tali ossessionanti bombardamenti pubblicitari e non lo costringa all’autarchia, ovvero a leggere un libro o ascoltare un disco per autodifesa.

Il fatto che poi io segua principalmente programmi RAI ovvero di stato, che oltretutto mi obbligano per legge a pagare in anticipo sulla bolletta della luce, non viene minimamente preso in considerazione: I programmi RAI hanno tanta pubblicità quanto le tv e radio private, che però non hanno il canone…e non mi sembra giusto.

Come consumatrice mi avete consumato (la pazienza e altre cosucce)

Tristezza, rabbia, incazzatura

Grazie a chi ha votato a Destra e a chi di sinistra non è andato a votare ✊

Da giovane ci avevo passato dei bei momenti di festa a ballare, suonare e bere senza spendere un sacco di soldi, come accadeva nella “Milano da bere”.

Era un luogo di aggregazione e sperimentazione giovanile, certo di giovani creativi, fecero anche azioni sociali interessanti contro le droghe pesanti, una scuola di italiano per immigrati e altro, di sinistra ovviamente…

Un peccato chiuderlo così, ma soprattutto non essere riusciti a integrarlo legalmente per evitare lo sgombero prevedibile. Spero che i semi germineranno ancora, per fortuna gente non allineata col potere ne nasce sempre…

Dopo la grande rabbia sono speranzosa, non finisce qui.

Rhum e Pastis

L‘unica volta che desiderai avere un figlio fu quando presi una cotta fulminante per la mia insegnante di vela durante un corso immersivo bisettimanale fatto in Sardegna negli anni 80.

Avevo principalmente due insegnanti: una bionda, molto bella, ma troppo femminile per I miei gusti e una mora, molto mora e molto mascolina di cui presto mi invaghii follemente.

Purtroppo non mi “cagava” nemmeno di striscio, ma, innamorata cotta della bella mora, desiderai improvvisamente e assurdamente dare soddisfazione e sfogo (presunto) alla sua intrigante mascolinità impossibile.

Pensavo che un figlio le sarebbe stato utile e io glielo avrei regalato. Non me lo sarei tenuto troppo vicino, no, perché immaginavo che lei sarebbe stata un buon padre: ne avrebbe fatto un bravo velista, con lui si sarebbe realizzata fino in fondo e avrebbe placato la sua (presunta) disforia di genere.

Se fosse nata una femmina sarebbe stato più complicato, sarei dovuta intervenire io maggiormente, per eventualmente fornirgli le basi della femminilità femminista, ma nei miei sogni non doveva succedere…

Dandole un erede, inoltre, si sarebbe pure affezionata un po’ a me …e saremmo salpate prima o poi per una lunga navigazione sul suo brigantino pirata con destinazione caraibica…la rotta del Rhum…

Al momento del commiato, a corso concluso, presi una provvidenziale sbornia col Pastis e mai più la rividi, come la voglia di figliare…

Routine

Alle 7 e 30

Il vecchio campanile

controluce

ingaggia il mio sguardo mattiniero

Me lo godo dalla sdraio del balconcino superiore

Mi conforta la sua solida silhouette quadrata, appuntita, la campana si intravede nell’ogiva

Anche quest’anno, fortunatamente, alla faccia di tutto e tutti, le rondini sono tornate ad abitarlo.

Sono anche loro abitudinarie…Saranno parenti delle precedenti…

Ormai sono partite in massa per il pasto mattutino gettandosi agilmente a capofitto dalla punta del manufatto

Insetti ce ne sono ancora, buon per loro…

garriscono, le creature, eccitate dal loro routinario compito: mangiare, procreare, emigrare.

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il realismo ironico e caricaturale di Nicole Eisenman, di Livia Capasso

Il realismo ironico e caricaturale di Nicole Eisenman Nicole Eisenman è nata in Francia, a Verdun, nel 1965, dove suo padre era psichiatra militare. È di origine ebraico-tedesca; anche la sua bisnonna, Esther Hamerman, era pittrice. Nel 1970, la famiglia si trasferì dalla Francia a Scarsdale, nello stato di New York; Nicole ha studiato alla […]

il realismo ironico e caricaturale di Nicole Eisenman, di Livia Capasso

Casa occupata

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Questa foto in BN da me recentemente scovata e rielaborata al computer, mi rimanda a un periodo vissuto a cavallo degli anni 70/80 in cui abitavo con un gruppo di donne italiane e americane in una vecchia e sgarrupata “ casa occupata “nel centro di Milano.

Bel fenomeno quello delle Case Occupate, checché ne dicano i politici/sciacalli di destra attuali. La casa era della Curia che non se ne era curata per lungo tempo e quindi venne presa da chi sapeva cosa farsene. Ci divertimmo parecchio: dormendo (in sacco a pelo ovviamente) mangiando, suonando, facendo feste e crescendo insieme.

Eravamo solo donne, lesbo- femministe per la precisione perché il rifiuto della mascolinità tossica doveva essere radicale.

Per fortuna mi resta qualche foto e qualche video che ogni tanto faccio riemergere dai miei disordinati archivi personali e con essi il ricordo.

Io sono quella di spalle in un costume di Fiorucci (abitare gli abiti è una mia vecchia passione)