Tenniste

Ho ammirato Jasmine Paolini giocare con molto coraggio e forza, ma il suo  corpo mi è parso davvero piccino per quel campo…eppure ha vinto su una rivale  quasi il doppio di lei come stazza,  entrambe però mi sembravano fare parecchia fatica a riempire quel campo molto più grande del loro grande cuore.


Ho visto Sinner e Alcaraz colpire le palle  con tale forza e potenza che con loro lo stesso  campo sembrava addirittura quasi piccolo…


Mi chiedo se sia  giusto usare gli stessi metri di misura per corpi differenti.
Le donne, che  hanno prima rivendicato la parità, è ora  che rivendichino la parità nella differenza.


Ecco, nel tennis mi piacerebbe vedere campi un po’  più piccoli per le ragazze, ma capisco che sarebbe nella pratica  complicato e forse nemmeno accettato.

fotografie

Tempi felici: ne abbiamo avuti
Innamorate: lo siamo state
Per quanto ricordo
E ricordano loro: le fotografie del tempo che fu
Possiamo scegliere quali guardare
Una possibilità che nei tempi passati
non ci era concessa… abbiamo fatto tanti studi per arrivare alle nostre  generalmente amate e, bistrattate da alcuni,  tecnologie, ma a volte, son soddisfazioni…

( mamma ed io in vacanza a Grado anno 1968.)❤️💚⛵

MOCHI MOCHI

Ieri sera abbiamo finalmente acconsentito a uscire a cena con due nostre amiche un po’ più giovani di noi avezze  ad andare spesso al ristorante, anche perché lavorano ancora e hanno più soldi di noi due, signorinelle ormai in pensione da un po’. Abbiamo deciso di puntare sulla Chinatown milanese. Loro sono furbescamente arrivate in vespa, noi, prive di moto, la bici ormai  ferma e arrugginita da anni, abbiamo preso I mezzi pubblici…

Diciamo che erano solo 4 fermate ma ci abbiamo messo oltre mezz’ora …La lunga e pedonalizzata via Paolo Sarpi, cuore della Chinatown, con mia sorpresa era piena zeppa di giovani che stazionavano davanti ai molti negozi di cibarie cinesi:   ravioli da asporto e vari altri finger -food, io però volevo mettere le gambe sotto al tavolo e così abbiamo raggiunto un “cinese serio”  dove abbiamo mangiato piuttosto bene e speso il giusto.


A fine pasto ho manifestato il desiderio di provare  gli ormai famosi MOCHI (dolcetti morbidosi giapponesi) e così con Google Maps   abbiamo trovato  una rivendita lì vicino. C’era la fila, ma non volevo rinunciare al mio primo MOCHI (incuriosita anche dal video spiritoso di una blogger influencer  italocinese) e finalmente ne ho presi 2 uno al tè verde e uno al cocco.

Sono palline rotonde e dolciastre dalla consistenza molto morbida e gommosa, che mi hanno letteralmente conquistato e ora non faccio altro che desiderarne ancora…😱