IL RE

IL RE IETTO

Ricordami di osare sempre
IL RE

IL RE IETTO


Comunque sia chiaro che, feste o non feste, ogni sera ho un appuntamento con gli aggiornamenti quotidiani della VENDEE GLOBE il mitico giro del mondo a vela in solitaria.
Dopo aver fatto un appassionante corso di vela in Sardegna 40 anni or sono, mi sono poi razionalmente proibita successive esperienze, in favore di una più radicata e percorribile passione per il palcoscenico e la scrittura, ma tuttavia covava (e cova) sotto le ceneri il romantico desiderio della grande avventura: il giro del mondo in barca a vela e in solitaria.
Grazie alle nuove tecnologie e ai social ora si possono seguire quasi in diretta le gesta di quel manipolo di 40 eroi, tra cui sei donne, attualmente impegnati singolarmente nella grande sfida.
Li seguo su You Tube e mi “gaso” . Alcuni stanno doppiando già il mitico Capo Horn con tempi da record, le nuove barche con i foil infatti vanno più veloci delle precedenti…tutto si evolve e si migliora.
Questa volta il risotto al radicchio non mi frega: ho comprato il radicchio trevigiano, non quello di Chioggia (o di Verona?) che è troppo amaro…e poi l’ho mantecato al mascarpone, quello che dovevo usare per il tiramisù, a cui ho rinunciato in favore di un quasi strudel di mele forse più dietetico..
Domani sera voglio sperimentare una crema di porri patate e barbabietola rossa..per avere un po’ di colore in tavola, visto che non ho tirato fuori la tovaglia rossa natalizia, ma ho lasciato le tovagliette americane di plastica, solo ho estratto dai cassetti i 2 piatti e i 2 sottopiatti più eleganti che ho, comprati ormai almeno trent’anni or sono, quando ero più giovane e di belle speranze, ora invece non si spera più tanto 😂
Ho letto in uno degli ultimi libri di Michela Murgia che a casa sua erano soliti spaccare servizi interi di piatti, così… per rabbia…o nervosismo…per sport… Aborro all’idea…i miei piatti durano decenni e per rabbia casomai inveisco, ma non rompo.


DALLE NOSTRE NUOVE LABBRA DI MOLTE LIBBRE






È bello poter sprecare il proprio tempo: chi può sprecare il proprio tempo è ricco (o incosciente) ma di solito comunque, è maschio.
Negli anni passati si vedevano molti gruppi di maschi che, dopo il lavoro salariato, andavano al bar a “passare” il tempo bevendo, fumando e giocando a carte o a bigliardo per qualche oretta.
Ci andavano molto anche e soprattutto i pensionati, c’erano e ci sono ancora circoli appositi per i pensionati, ovviamente maschi. Le donne da poco hanno conquistato del “tempo libero” quelle che avevano famiglia e lavoravano fuori casa, andavano al massimo dal parrucchiere.
Mia madre si faceva il cosiddetto “culo” fuori casa e poi, ancora di più, in casa, dovendo pulire, riordinare, fare la spesa, cucinare e, dulcis in fundo lavare i piatti. Mio padre, da giovane, dopo il lavoro aveva un secondo lavoro, ma non troppo stressante perché gli piaceva, una volta rincasato però non faceva nulla, a parte mangiare, fumare, bere, guardare un po’ di televisione o leggere il giornale e andare a dormire. Da più anziano andava a passare il tempo appunto al bar dell’Acli di zona, ospitato dentro la parrocchia.
La mamna mi raccontò che lui, da più giovane, per un periodo si mise a giocare a carte per soldi con dei suoi colleghi, una volta, un paio di giorni prima di natale, le arrivò però una telefonata della moglie di un suo collega che in lacrime si lamentava che mio padre, battendo a carte sul marito, gli aveva portato via mezzo stipendio e ora non avevano di che arrivare a fine mese… Ovviamente mia madre sgridò mio padre, che, vergognandosi, dovette ritornargli i soldi vinti e si auto proibì per sempre nuove giocate se non per pochi spicci.
Non so se giocare a soldi si possa definire un passatempo, i maschi notoriamente giocavano con regolarità ai cavalli e al totocalcio, ma più seriamente delle donne che invece eventualmente compilavano la schedina un po’ a casaccio, perdendo poco tempo a studiare i destrieri, le probabilità e le squadre…
A tempo perso io scrivo. Si può dire che il tempo non dedicato strettamente al lavoro salariato sia tempo libero e che chi ha tempo libero ha spesso degli hobby?
Una parola inglese forse perché gli hobby, in senso lato, per primi se li permisero, a livello popolare, gli inglesi. I primi ad avviare l’industria moderna e il lavoro salariato di massa.
I ricchi di tutte le latitudini hanno sempre avuto tempo da perdere e ne hanno perso parecchio con le loro famose battute di caccia, persino le guerre in molti casi per loro sono state un passatempo …in cui purtroppo si abbattevano gli uomini…


#giochidiparole #luisasax #inclusività
