La risolata

RICETTA per la risolata di poesia buffa:

Ingredienti verbali :

molta fuffa

qualche truffa

qualche zuffa

poca muffa

nessun uffà

Usare tutti gli elementi, anche i meno nobili ma non “stufare” mai

Possibilmente usare ingredienti freschi (meglio evitare frasi fatte , idee preconfezionate, concetti fritti )vanno bene i giochi di parole e le frasi colorite, possibilmente a kilometro zero ovvero frasi in vernacolo

La miscela di cui sopra va debitamente testata su un pubblico anche occasionale e come risultato di buona riuscita deve indurre dei forti conati di riso ( ma vanno bene anche le risatine isteriche ) L’unica accortezza è quella di usare esclusivamente riso di qualità ROSA, il più saporito, cresciuto quasi spontaneo in campi lontani da quelli controllati dagli agricoltori maschi.

I piccoli campi di riso selvatico che certe donne comiche coltivano, non sono fertilizzati con i concimi venduti dalle multinazionali della risata americane, ma sono fertilizzati con la cenere dei loro antichi sogni ironicamente andati in fumo.

La qualità che si ottiene è appunto quella rosa-cenere, di gran lunga la più stimolante, rinfrescante e depurante.

Se tra tra il pubblico che assaggia la risolata rosa ci fossero dei maschi e questi fossero colpiti da conati di riso, sarà facile osservarli stupiti perché prima di quella dell’esperienza ritenevano che far abbondare il riso sulla bocca degli stolti fosse una loro esclusiva specialità, rimanendo sorpresi dalla sapidità di quella che non è la solita minestra.

Ovviamente il gruppo di consumatori ideale per gustare la risolata rosa in brodo di giuggiole extra strong è quello LGBTQ (anche cripto) lo dico per esperienza : hanno il palato fine.

Pubblicato da Luisa Sax

poeta comica femminista, writer, slammer, ex squatter, punk musician, videomaker, ironic person, ama giocare con le parole e con le immagini

2 pensieri riguardo “La risolata

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