rimembranze

Stante la mia risolutezza a fare ciò che volevo, i miei genitori, non essendo per mia fortuna supportati dai loro parenti, che grazie al cielo, non esistevano più o non erano nelle vicinanze, furono da me “obbligati” a lasciarmi fare ciò che chiedevo.

Erano gli anni 70…

come tanti, benché giovanissima, volevo e reclamavo la mia libertà e giocoforza, senza troppi drammi, me la concessero. Solo mio padre, stupidamente, una volta tentò di mettere dei paletti, fu quando avevo 15 anni, una domenica ero partita per una gita col mio ragazzo, ma tornai molto tardi la sera (avevamo trovato traffico e code sulla strada) allora papà, preoccupato dal ritardo si mise a farmi una scenata epica, ma fu redarguito con decisione da mia madre, che impressionata dalla sua violenta reazione, gli diede persino un pugno sulla schiena perché mi si levasse da sopra e lui, offeso dal tradimento della moglie, messasi dalla parte della figlia (in realtà aveva semplicemente ascoltato e avallato le mie ragioni), non tentò mai più di proibirmi di stare fuori con gli amici fino all’ ora che volevo e che, nel caso succedesse qualcosa, lui dichiarò “che se ne lavava le mani e ci pensasse mia madre” …e vivemmo in pace…

A scuola però andavo male, avevo scelto il liceo classico, un po’ perché mi piaceva scrivere, ma soprattutto perché nel mio immaginario anni 70 volevo fare la psichiatra, anzi L’ANTIPSICHIATRA, erano i tempi di Basaglia…

Quella scuola così classica si rivelò una scelta sbagliata: prima di andare a liberare i matti c’era da studiare il greco e il latino, lingue perlopiù morte e passare ore e ore su cose vecchie e sepolte, non faceva per me…io ero già proiettata verso la CONTROCULTURA … (sin da subito mi ero fatta esonerare dall’insegnamento della religione dichiarandomi atea, suscitando curiosità) e quindi poco oltre metà anno scolastico mi ritirai da scuola, tanto mi avrebbero bocciata.

Pubblicato da Luisa Sax

poeta comica femminista, writer, slammer, ex squatter, punk musician, videomaker, ironic person, ama giocare con le parole e con le immagini

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