L’inviata è poeta

Mi chiedo se per dire qualcosa di veramente pregnante sia necessario vedere così tante cose orribilmente brutte?

Questa riflessione dopo aver letto alcune prose liriche di Francesca Mannocchi, nota giornalista inviata da anni nei più tragici scenari di guerra del nostro globo litigioso.

Nel suo ultimo libro, con ragguardevole abilità e sensibilità, affinata certamente dalla sua presenza sul campo, campo di guerra, si leggono frasi pesanti che ci rendono pensanti.

Leggo il nome di Sednaya che corrisponde a un paese della Sirya che localizzo essere vicino a Damasco,

cit.: “I muri di Sednaya parlano. Su uno c’è scritto: IN QUESTO MONDO SONO STATO SOLO UN PASSANTE. Sui muri di Sednaya ogni scritta è un testamento”

A Sednaya, c’era il piu grande e famigerato carcere mattatoio di Assad, molte migliaia di persone, per diversi anni, vi furono trattenute, torturate e uccise barbaramente, lì Francesca è passata e ha visto… ha sentito… ha scritto.

Leggo e ammutolisco, Quanto male possiamo produrre noi umani.

Crescrere, la guerra (Einaudi) libro.

Pubblicato da Luisa Sax

poeta comica femminista, writer, slammer, ex squatter, punk musician, videomaker, ironic person, ama giocare con le parole e con le immagini

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