In prima ginnasio venni rimandata (anche) in geografia, stranamente ricordo ancora una penosa interrogazione sull’Afganistan in cui arrancai parlando di pecore, lana, tappeti e terre desertiche…
Un paio di anni dopo lì mi ci ritrovai davvero, dopo un epico viaggio che mi portò da Milano in Nepal via terra, ora impensabile…
Ho viaggiato molto in gioventù e ovunque andassi compravo una mappa geografica del luogo, nella mia libreria le cartine geografiche occupano uno scaffale a parte.
Ora sento dai media che lo studio della geografia sarà di molto ridimensionato nelle nostre scuole, peccato, ma forse con Google maps ora sarà più facile studiarla, io mi ci diverto molto, anzi ormai faccio solo viaggi virtuali sul mio IPAD…
Tuttele mie cartine sono ormai inutili, ma non oso buttarle, sono cimeli…
Comunque, una cosa che mi ha sempre innervosita è che spesso il nostro paese è spacciato per il più bello del pianeta. Ecco questa è agiografia,. Chi studia davvero geografia e magari ha viaggiato, sa che i posti magnifici nel mondo sono tanti (come quelli brutti o insignificanti o rovinati dal progresso, ben presenti anche nella nostra bella Italia).
Viva la geografia, abbasso l’agiografia!
Compagno naturale della geografia è a mio parere il reportage, magari giornalistico che oramai è sempre più raro nei nostri media.
Che idiozia ridimensionarlo.
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