HO una sfortunata amica (ex collega ) che ha da oltre un anno il figlio 35 enne detenuto nel più centrale e iconico carcere di Milano. Non è un delinquente è più che altro un malato psichico che quando fa uso di stupefacenti va fuori di testa, ha persino accoltellato (inconsapevolmente) i genitori e anche per questo è attualmente al gabbio.
Il carcere non sarebbe il suo posto, bensì una comunità di recupero, ma ce ne sono pochissime e a lui non l’hanno preso.
A giorni, se il giudice vorrà , potrebbe uscire ai domiciliari, eventualmente quando uscirà lo sbatteranno fuori dal portone a qualsiasi imprevedibile ora, con tutta la sua roba, senza un soldo e senza un telefono, (non ne aveva quando l’hanno prelevato)
Qui infatti (pare dipenda dal direttore e non sia uguale ovunque) a sua madre è proibito di lasciargli soldi e telefono, per assurdo, il detenuto non ha diritto di fare una telefonata dal carcere al momento di uscire per chiamare un taxi o chiunque altro per farsi venire a prendere. Se non avesse nessuno pronto ad aiutarlo fuori sarebbero fatti suoi.
Una volta precedente i suoi genitori lo attesero in macchina per 5 ore, perché li rilasciano quando sono comodi “loro” (che notoriamente sono sempre sotto organico, inoltre, per inciso, da due settimane nel reparto del figlio c’è il riscaldamento guasto)
Il carcere non può essere un albergo, ma un po’ di civiltà non guasterebbe.
Ho comunque anche capito che una madre (coscienziosa)con un figlio detenuto sconta la pena insieme a lui (idem per una moglie o un familiare affezionato)
Ti fa onore il fatto di essere rimasta vicina alla tua amica in una situazione così difficile.
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