Il festival della cassoeula

Stamane, dopo essere inacappata in questa clamorosa notiza, ho iniziato a maturare una irrefrenabile “voglia di cassoeula” e quindi eccomi andare di buon’ora al supermercato a reperire il materiale necessario: verze, puntine, salamelle e, non trovando la cotenna, inserire al volo una bella fetta di pancetta affumicata. Cipolle rosse, carote, aromi, passata di pomodoro, il tutto nella pentola a pressione e in mezz’ora di cottura, previa rosolatura, ecco pronta una bella cassoeula accompagnata da una polentina Valsugana veloce.

Il mio problema è che sono influenzabile: se incappo in una pubblicità ben congegnata ne rimango vittima all’istante.

Se leggo qualcosa di bello su una località subito progetto di andarci, mi capita pure coi libri e coi film…

Per fortuna vengo spesso frenata dalla pubblicità successiva e così anziche finire alle Azzorre dove coltivano un tè speciale, che però ho ordinato su internet, di fronte a una nuova suggestione, penso magari a una settimana bianca nelle località cimbre dell’Alto Adige.

Chiodo scaccia chiodo, e penso che in fondo le pubblicità (per fortuna) non funzionano sempre bene perché se passa troppo tempo si combattono tra loro.

Pubblicato da Luisa Sax

poeta comica femminista, writer, slammer, ex squatter, punk musician, videomaker, ironic person, ama giocare con le parole e con le immagini

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